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Aliquote Iva
Inserito il 02 aprile 2009 alle 21:57:00 da fernando. IT - Informazioni varie

Aliquote Iva: Il parlamento europeo approva proposta di riduzione,Il nuovo regime introdurrebbe nuove tipologie di beni e servizi, commerciabili solo all’interno dei governi nazionali, a regime agevolato di Iva. La nuova normativa produrrebbe un abbassamento dei prezzi e posti di lavoro fissi.

Bruxelles – Importante passo in avanti verso la riduzione dell’imposta sul valore aggiunto, (IVA o Vat, ndr.), da parte dell’Europa. Il Parlamento europeo, ieri, nel corso della seduta che si è svolta a Bruxelles, con una risoluzione legislativa ha licenziato, apportando alcuni emendamenti al testo, la proposta di direttiva del Consiglio sulla modifica delle aliquote ridotte dell’Iva.

La proposta di direttiva, licenziata dal Parlamento con 636 voti a favore, 14 contrari e 18 astenuti, in caso di approvazione definitiva andrà a modificare l’attuale direttiva del 2006 (n.112CE). La risoluzione legislativa è stata già inviata dal Parlamento al Consiglio e alla Commissione per i pareri. Il voto favorevole di ieri a Bruxelles è molto importante visto che la modifica del regime delle aliquote Iva è competenza esclusiva europea e non dipende dai singoli governi nazionali in quanto uno scompenso delle aliquote provocato da una decisione adottata da un governo nazionale provocherebbe uno scompenso della concorrenza a livello europeo e ripercussioni sul gettito dell’Unione.

La proposta di direttiva intende, quindi, modificare l’attuale regime di imposta sul valore aggiunto conferendo maggiori possibilità di ridurre la percentuale Iva su beni e servizi, ma solo nel caso in cui dalla riduzione non scaturiscano effetti negativi sulla concorrenza tra le imprese e sul gettito fiscale all’interno dell’Unione. Ciò significa che per scongiurare problemi di questo genere i prodotti o i servizi dovranno mantenere un ambito di utilizzo, o scambio, all’interno dello Stato membro e non essere commercializzati all’estero; se così non fosse, si verificherebbero notevoli perdite di entrate per il Fisco dello o degli Stati membri in cui l’Iva per il bene in questione sia più alta.

Salvo alcuni Stati membri che beneficiano di deroghe che consentono di applicare aliquote Iva inferiori per alcune tipologie di beni e servizi, (perché così facevano prima che fossero definite le regole a livello dell'UE o prima di entrare nell'Ue, ndr.), le norme comunitarie attuali impongono un’aliquota Iva minima del 15% per la maggioranza dei beni e servizi; mentre un’aliquota più bassa (non inferiore al 5%) può essere applicata solo ai beni e ai servizi compresi in un elenco assai limitato.

La nuova proposta, invece, permetterebbe di applicare un regime agevolato di imposta sul valore aggiunto ad una gamma più ampia di beni e servizi di quanto non previsto da quella attualmente in vigore.
In termini di benefici, auspicati dal Parlamento e dal Consiglio, l’applicazione della nuova direttiva Iva provocherebbe una diminuzione, a livello nazionale, dei prezzi, dovuta ad una aliquota Iva inferiore e una conseguente crescita economica, risultante da una maggiore spesa da parte dei cittadini oltre che dalla creazione di posti di lavoro permanenti e quindi di distribuzione della ricchezza capace di provocare una maggiore circolazione di moneta.

L’elenco di beni e servizi ai quali i governi dei paesi Ue possono applicare un’IVA ridotta verrebbero completati dalle seguenti voci: servizi di costruzione, restauro, riparazione, trasformazione, manutenzione e pulizia di abitazioni; servizi di ristorazione (ristoranti, bar, catering) - esclusa la fornitura di bevande alcoliche; servizi su scala locale (cioè il cui fornitore e destinatario si trovano in una stessa ristretta zona geografica), per esempio: piccoli servizi di riparazione (di scarpe, indumenti, computer ecc.); servizi di pulizia e cura di tessuti (lavanderia, tintoria, stireria ecc.); cure personali (parrucchieri, estetisti, ecc.); giardinaggio e paesaggistica.

I governi avrebbero inoltre il permesso di applicare un’IVA ridotta a prodotti specifici come pannolini per neonati, attrezzature per disabili e audiolibri ma anche Cd-rom. 
Di grande importanza il rigetto dell’emendamento sulle bevande alcoliche servite nei ristoranti. Il Parlamento ha infatti respinto l’emendamento con 334 voti contrari, 312 a favore e 13 astenuti.
Se saranno approvate da tutti e 27 i governi dell’Unione le nuove norme entreranno in vigore il 1 gennaio del 2011.

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