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Centrifughe a rischio
Inserito il 19 novembre 2006 alle 16:29:34 da fernando.

Idrocarburo: il futuro con un minimo di rischio

Esercizio delle macchine per centrifugare e simili operanti con solventi infiammabili o tali da dar luogo a miscele esplosive


Gli organi preposti alla vigilanza sulle norme di prevenzione e alle verifiche delle apparecchiature in oggetto hanno da più parti ripetutamente manifestato perplessità interpretative, e principalmente applicative, del Capo VIII del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 e, specificatamente, dell’art. 131.

In particolare, sono state indicate difficoltà di valutazione dell’idoneità degli idroestrattori operanti con solventi infiammabili, in relazione ai rischi di esplosione.
È apparso quindi necessario disciplinare le macchine per centrifugare con più specifiche disposizioni tecniche individuando i seguenti criteri ai quali attenersi nel corso delle verifiche e dei controlli da parte degli organi di vigilanza.
Si fa presente inoltre che le disposizioni tecniche sono state elaborate da un gruppo di esperti in cui erano rappresentate tutte le parti interessate (Ispettorato del lavoro, ENPI, Aschimici, CNR, CEI e OO.SS. dei lavoratori) e sono state approvate, dopo ampia discussione, dalla Commissione consultiva per la prevenzione degli infortuni.

A. Considerazioni di carattere generale per macchine per centrifuga e simili

A.1 - Condizioni di pericolo
Le condizioni di pericolo che devono essere prese in considerazione sono quelle che, in presenza di solventi infiammabili, possono determinare incendio e/o esplosioni.
Le condizioni di pericolo si verificano per presenza contemporanea di inneschi di accensione quali ad esempio: cariche elettrostatiche scintille per cause elettriche o meccaniche, surriscaldamenti, urti metallici entro i limiti di infiammabilità per contenuto di O2 e di gas ossidante.

A.2 - Condizioni di sicurezza
Per prevenire incendi o esplosioni di atmosfera è necessario che non coesistano l’infiammabilità dell’atmosfera ed una causa di innesco.
Poichè le cariche elettrostatiche sono difficilmente eliminabili, ancorchè si adottino misure di sicurezza quali il collegamento a terra delle parti metalliche così come previsto dalle norme vigenti, esse sono un innesco da considerare sempre presente. Pertanto è indispensabile prevenire la formazione di una atmosfera infiammabile.
La formazione di un’atmosfera infiammabile potrebbe essere evitata operando in sovrapressione od in depressione con contemporanea introduzione di azoto o gas inerte onde evitare concentrazioni comprese nel campo di infiammabilità.
L’esercizio in sovrappressione esclude nelle condizioni operative l’eventuale ingresso di aria nella macchina.
L’esercizio in depressione degli idroestrattori non esclude viceversa tale eventualità per richiamo di aria attraverso le tubazioni di adduzione e scarico, o per deficienza delle tenute degli accoppiamenti.
Considerazioni tecniche aggiunte alle esperienze italiane e di Nazioni a sviluppo tecnologico avanzato consentono di ritenere che solo l’esercizio in sovrappressione con presenza di gas inerte negli idroestrattori a forza centrifuga, tipo a paniere, sia idonea a prevenire le esplosioni di miscela infiammabili.
È noto che, in un’atmosfera costituita da aria ed un determinato solvente, se si supera una soglia minima di concentrazione in gas inerte, si ha soppressione dell’infiammabilità.
In altri termini, è possibile individuare sul diagramma di infiammabilità una regione esterna al campo di esplosività tale che, per quella data concentrazione di gas inerte, le condizioni operative ricadano sempre all’esterno del campo di pericolosità (V. diagramma [allegato] sotto la lettera A).
È però necessario tenere presente che anomalie di funzionamento delle guarnizioni e delle tenute potrebbero eventualmente determinare parziali richiami di aria dall’esterno verso l’interno della macchina e portare le condizioni di esercizio nel campo di infiammabilità. Per questa ragione è necessario operare sempre con concentrazioni ricadenti nella zona di sicurezza appositamente indicata nel diagramma di cui all’allegato A.
Pertanto le condizioni di sicurezza necessarie e sufficienti che devono essere realizzate sono:
a) buona ed efficiente tenuta della macchina;
b) idoneo lavaggio e successiva compensazione di microperdite con flussaggio di inerte sotto appropriato battente;
c) controllo continuo dell’atmosfera gassosa con possibilità di intervento automatico sul macchinario in marcia.
Tali condizioni devono essere verificate contemporaneamente tramite più dispositivi con funzioni di barriere di sicurezza indipendenti relativamente alle singole cause di guasto e disposte in modo tale che solo il venir meno di tutte contemporaneamente causi la mancanza della necessaria retroazione di blocco.
Le disposizioni di cui al presente punto A) sono applicate in via generale a tutte le macchine in oggetto operanti con solventi infiammabili, salvo le prescrizioni particolari riguardanti le macchine di cui al successivo punto B) o quelle che disciplineranno in forma specifica in futuro altre macchine.

B. Prescrizioni tecniche per la prevenzione degli incendi e/o esplosioni nell’esercizio degli idroestrattori a forza centrifuga dal tipo a paniere

B.1 - Le prescrizioni di cui al presente punto B hanno carattere transitorio fino alla entrata in vigore del T.U. di cui all’art. 24 della L. 833/78.

B.2 - Rispetto alle condizioni ottimali di sicurezza sopra enunciate, in considerazione della complessità degli interventi da effettuare sul macchinario già installato o comunque già in esercizio, operante con solventi infiammabili o tali da dar luogo a miscele esplosive per il suo adeguamento alla sicurezza, dei tempi tecnici richiesti e delle interferenze con il ciclo produttivo che ciò comporta e delle eventuali ripercussioni sul piano occupazionale cui può dar adito, si devono seguire le seguenti prescrizioni suscettibili di raggiungere, in stretti tempi di adeguamento tecnico, una sufficiente e ragionevole sicurezza di esercizio.

B.3 - Lavaggio
Prima di introdurre le sostanze da centrifugare si deve ridurre l’ossigeno nel volume della macchina e dei suoi successori, connessi alla stessa durante il suo esercizio, a valore che sia sempre compreso nella zona del diagramma di cui all’allegato A.
Questa riduzione può essere ottenuta mediante lavaggio di gas inerte con le portate definite e per un tempo sufficiente, di cui alle prove del punto C.1 b).

B.4 - Compensazione di microperdite e pressurizzazione
La macchina può essere avviata solo dopo aver realizzato al suo interno una pressione superiore a quella dell’atmosfera esterna di almeno 150 mm di colonna d’acqua misurata in condizioni statiche, atta ad impedire, con sovrappressione prestabilita di azoto o di altro gas inerte, passaggi di aria dall’esterno verso l’interno anche in condizioni dinamiche.
Il consenso all’avviamento della macchina deve essere dato da un pressostato e da un temporizzatore che permette l’avviamento dopo il tempo di lavaggio.
In esercizio il flusso di azoto deve compensare le inevitabili perdite del sistema.

B.5 - Arresto di emergenza
La sovrappressione deve essere controllata da un pressostato e da altro idoneo dispositivo. In caso di diminuzione della sovrappressione sotto ad un valore stabilito, il pressostato, o quanto altro ad esso equivalente, deve:
- determinare l’interruzione della linea di alimentazione del motore della macchina;
- inserire il lavaggio di cui al B.3.

B.6 - Dispositivo di blocco del coperchio
Il dispositivo di blocco del coperchio di protezione deve essere collegato con gli organi di movimento della macchina, non deve dar luogo a scintille e deve rimanere attivo fino a quando il paniere non è fermo, oppure abbia una velocità periferica residua di 40 cm/sec. In caso di mancanza dell’energia di alimentazione del motore, durante il moto della macchina, il coperchio deve rimanere bloccato.

B.7 - Tenuta idraulica
Sulla via di scarico deve essere assicurata la costante ed efficace presenza della tenuta idraulica con sfiatatoio munito di rompifiamma e prolungato all’esterno del locale di lavoro e collegato ad apposito impianto di abbattimento.

B.8 - Controllo delle sovrappressioni
Il controllo delle sovrappressioni di cui in B.4 e B.5 può essere ottenuto:
- con un unico pressostato che nel caso di suo guasto autorilevi lo stesso e contemporaneamente determini l’arresto di emergenza di cui in B.5 e cioè l’interruzione della linea di alimentazione del motore e l’inserimento del lavaggio;
- con due pressostati tra di loro indipendenti nelle loro cause di guasto.
Nel caso di intervento anche di uno solo dei due pressostati, si deve determinare l’arresto di emergenza di cui in B.5, vale a dire l’interruzione dell’alimentazione del motore e l’inserimento del lavaggio.

B.9 - Ingresso dell’inerte
Ai fini del raggiungimento delle concentrazioni ottimali di gas inerte, l’immissione dell’inerte deve avvenire in parti delle macchine che permettano l’uniforme distribuzione del gas evitando la formazione di zone non interessate al flussaggio.

B.10 - Organi di tenuta sull’albero
Il sistema ottimale è, allo stato attuale, tenuta di tipo meccanico. Tuttavia, organi di tenuta di tipo diverso possono risultare adeguati a condizione che tale idoneità persista nel tempo, sia in condizioni statiche che dinamiche, quale ad esempio una tenuta idraulica.

B.11 - Analizzatore di ossigeno
Per l’esercizio, gruppi di non oltre cinque centrifughe, purchè non ubicate in piani differenti nè in capannoni diversi, devono essere dotate di un analizzatore di ossigeno per consentire controlli saltuari sulle singole macchine oltre a quelli necessari per il punto C.1. Tali controlli devono essere effettuati ogniqualvolta si attui una sostituzione di organi di tenuta o loro parti ed in caso di intervento di manutenzione.
La frequenza dei controlli dovrà essere commisurata all’impiego dell’idroestrattore ed in ogni caso deve essere almeno settimanale. Di ogni controllo deve essere effettuata la registrazione sulla scheda di cui al punto C.

B.12 - Riserva di gas inerte
A monte del macchinario deve essere assicurata una riserva di gas inerte che non contenga significative impurezze di ossigeno o di altri ossidanti.
Se l’alimentazione dell’inerte avviene mediante serbatoi di N2 liquido, sugli stessi serbatoi deve essere installato un indicatore di minimo livello o di minima pressione con dispositivo di allarme ottico ed acustico.
Se invece l’alimentazione avviene per mezzo di bombole, la riserva deve essere assicurata mediante un gruppo o pacco di bombole di capacità pari a quella di esercizio, inseribili con facile manovra.

B.13 - Possibili schemi realizzativi
A titolo di esempio orientativo si allega un possibile schema funzionale [All. B].

C. Documentazione ai fini delle condizioni di sicurezza

C.1 - Relazione tecnica inerente:
a) individuazione documentale o sperimentale dei limiti di infiammabilità delle miscele con aria (o gas ossidanti) dei solventi adoperati;
b) determinazione sperimentale dei tempi di lavaggio con portata definita di gas inerte;
c) verifica della tenuta della macchina nel suo insieme ed in condizioni sia statiche che dinamiche, citando le eventuali norme italiane o internazionali prese a riferimento.

C.2 - Specificazioni dei solventi in uso e per i quali sono state effettuate le prove di cui al punto C.1.

C.3 - Scheda contenente le norme operative per l’esercizio
Tale scheda deve essere affissa in prossimità della macchina.

C.4 - Scheda di manutenzione preventiva con l’indicazione delle parti da controllare e delle rispettive periodicità, ai fini di un corretto lavaggio e mantenimento della sovrapressione.
Tale scheda deve contenere le date ed i motivi degli interventi effettuati per i fini di cui sopra.
Le parti da controllare sono tutte le tenute degli accoppiamenti fissi e mobili quali ad esempio le guarnizioni del boccaporto di carico e dell’oblò, la tenuta sull’albero della girante, la tenuta dei flessibili di collegamento tra la tubazione di scarico della macchina e quella del barilotto di raccolta, ecc.

Disposizioni finali e transitorie
Il Commissario liquidatore dell’ENPI è pregato di assicurare, anche con istruzioni interne ai propri uffici, che siano adottati con sollecitudine i provvedimenti di competenza, mentre i costruttori e gli utenti interessati sono tenuti, ai sensi dell’art. 7 del citato D.P.R. 547, a provvedere agli incombenti derivanti dalle presenti disposizioni.
Al fine, poi, di assicurare ottimali condizioni di sicurezza del posto di lavoro con il corretto impiego di macchine sicure, le OO.SS. dei lavoratori e dei datori di lavoro sono pregate di dare la loro collaborazione per la diramazione delle sopra specificate disposizioni agli operatori interessati, anche ai fini dell’esercizio del diritto di cui all’art. 9 della legge 1970/300.
A codesti Ispettorati, infine, è appena il caso di sottolineare che le presenti istruzioni costituiscono il minimo di indicazioni tecniche cui essi possono riferirsi e non debbono considerarsi limitative del potere di disposizione di cui all’art. 10 del D.P.R. 547, che rimane salvo per il caso che le situazioni riscontrate in concreto richiedessero l’adozione di ulteriori e peculiari misure di sicurezza.
La presente circolare, ai fini di notifica, sarà affissa per 15 giorni negli albi delle sedi periferiche degli Ispettorati del lavoro e dell’ENPI, consentendo, a chi ne faccia richiesta, di prenderne integrale conoscenza.

 
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