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Il rapporto con le Lavanderie
Inserito il 02 febbraio 2006 alle 16:40:48 da sandro.

Diritti, doveri e curiositą

DIRITTI

Al momento della consegna dei capi alla tintoria, il consumatore ha diritto al rilascio di una bolletta di consegna della merce, in cui sono elencati i capi consegnati per la pulitura. In caso si siano consegnati più capi, questo documento sarà utile al cliente per verificare che nessuno di essi sia andato perduto e, in caso di contestazioni per danni subiti, per provare l'avvenuta consegna alla tintoria.
Se la tintolavanderia rovina il capo che gli è stato affidato, il cliente ha diritto alle dovute spiegazioni sul danneggiamento, e l'eventuale risarcimento, a meno che la tintoria non riesca a dimostrare che il danno è dovuto a cause ad essa non imputabili (ad esempio per essersi attenuta scrupolosamente alle istruzioni, rivelatesi errate, riportate in etichetta). Al rapporto che si instaura tra il cliente e l'artigiano incaricato della pulitura a secco dei tessuti si applicano le norme del Codice Civile in materia di prestazione d'opera (Articoli 2222-2228) e l'articolo 1176 in tema di diligenza professionale. Lo stesso diritto al risarcimento spetta al cliente qualora il capo consegnato sia andato perduto. In questa ipotesi, infatti si applicano le norme sul deposito di cose (Articoli 1766-1782 del Codice Civile).
Vale la pena ricordare, tuttavia, che l'ammontare del risarcimento dovuto si calcola tenendo conto del valore reale del capo in base alla data di acquisto, all'usura e all'eventualità di un suo riutilizzo, anche parziale, nonostante l'avvenuto danneggiamento. Il risarcimento dovuto, pertanto, per un capo perso o rovinato sarà quindi determinato in ragione della sua età, e non in ragione del costo che il consumatore deve sostenere per acquistarne uno simile con cui sostituirlo.
La pulitintolavanderia è tenuta a rispettare il termine di consegna con una tolleranza di 8 giorni, fatta salva l'ipotesi di termine essenziale.

DOVERI
Non si tratta tanto di doveri quanto di doverose precauzione al fine di evitare che, qualora il capo sia stato rovinato o addirittura sia andato perduto, il consumatore perda il diritto al risarcimento.
Al momento della consegna dei capi il consumatore dovrebbe fornire tutti i dati possibili per mettere la tintoria nella condizione di effettuare un lavaggio corretto.
Al momento del ritiro del capo dalla tintoria, sarebbe poi quanto mai opportuno controllare che vengano restituiti tutti i capi di vestiario consegnati; e verificare, altresì, l'assenza di difetti da imputare a cattiva pulitura. Se vengono rilevati la perdita di capi, danni o semplicemente una cattiva esecuzione del lavaggio, è bene informarne subitola lavanderia, o comunque il prima possibile. La legge, infatti, (Articolo 2226 del Codice Civile) stabilisce il dovere di denunciare il danno nei termine di otto giorni dalla scoperta, pena la decadenza del diritto al risarcimento e, comunque, entro un anno dalla riconsegna del capo di vestiario. Questo perché il consumatore potrebbe non rilevare subito il difetto (ad esempio perché, trattandosi di un capo fuori stagione, è stato riposto nell'armadio senza nessun controllo).La pulitintolavanderia ha facoltà di applicare sul prezzo convenuto un supplemento, in ragione del 10% del prezzo pattuito per la lavorazione, per ogni mese o frazione di mese trascorsi dal termine stabilito per la riconsegna non avvenuta per mancato ritiro.

CURIOSITA'
La suprema corte (n.10519) pubblicata il 27/10/1999 conferma una sentenza del giudice di pace di Milano che respinge il ricorso di una signora,che si era vista buttare dopo 6 mesi e 22 giorni sette abiti dalla tintolavanderia. Perchè trascorso il periodo come da regolamento interno, fissato dalle norme comunali sugli usi civici, che varia da uno a tre mesi dalla data di consegna dei capi, da detto termine la pulitintolavanderia non è più responsabile degli oggetti, e può buttarli.


 
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Commenti
1 Commento
Inserito il 12 febbraio 2006 alle 19:12:26 da giancarlo.  0/5
 
Va detto che questa notizia non è una curiosita, ma dovrebbe essere la regola inquanto in mancanza di una specifica legge in materia fa fede il regolamento interno purchè sia esposto in modo chiaro e leggibile all'interno del laboratorio. In mancanza di ciò fa fede la legge sul deposito in generale.

 
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